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venerdì 1 febbraio 2013

Australia, impiantato occhio bionico per la prima volta al mondo


Roma, 30 ago. (Adnkronos Salute) - Impiantato per la prima volta al mondo in Australia un occhio bionico su una donna cieca che, grazie all'intervento, riesce oggi a vedere delle macchie di luce. Un traguardo insperato dopo 20 anni di buio. Si tratta di Dianne Ashworth, 54 anni, operata dall'equipe del Bionic Vision Australia guidata da David Penington, convinto che la paziente possa presto arrivare a vedere distintamente con il nuovo occhio artificiale.
L'occhio bionico, sviluppato dal consorzio di ricercatori australiani, prevede l'inserimento di un dispositivo dotato di 24 elettrodi nella retina di pazienti con problemi di vista. Gli elettrodi inviano impulsi elettrici alle cellule nervose negli occhi, un processo che si verifica naturalmente in chi possiede una vista normale.
Resta ancora molto da fare perché la signora Ashworth, affetta da retinite pigmentosa, arrivi a vedere di nuovo, ha precisato Penington, convinto che l'occhio bionico probabilmente porterà alla visualizzazione di immagini solo in bianco e nero, ma che potranno permettere alla donna di muoversi autonomamente. Ancora non è chiaro cosa Dianne sia in grado di vedere: "Ogni volta che arriva la stimolazione elettrica - ha raccontato la paziente - c'è una forma diversa che si materializza di fronte a me".
Nonostante altri team stiano lavorando sull'occhio bionico, il dottor Penny Allen, chirurgo che ha guidato l'equipe per il trapianto, assicura che si tratta della prima volta al mondo, riporta il 'Telegraph' online. La procedura per impiantare l'occhio è semplice e può essere facilmente insegnata ai chirurghi, ha assicurato. "Abbiamo impiantato il dispositivo dietro la retina, a dimostrazione della fattibilità del nostro approccio. Non volevamo avere un dispositivo troppo complesso da impiantare con un difficile approccio chirurgico. Ciò che potremo fare è ripristinare un tipo di visione che è destinata probabilmente a essere in bianco e nero, ma almeno daremo a questi pazienti, gravemente ipovedenti, la mobilità".

giovedì 9 agosto 2012

Usa, sviluppate nuove gambe robot che sembrano umane

Roma, 6 lug. (Adnkronos Salute) - Sviluppate in Usa gambe robot più naturali e accurate dal punto di vista biologico. Descrivendo la ricerca sul 'Journal of Neural Engineering', gli scienziati dell'University of Arizona spiegano che il loro lavoro potrà essere utile nel trattamento delle lesioni spinali e nella comprensione di come i bambini imparano a muovere i primi passi. Il team, infatti, ha creato una versione artificiale del sistema di comunicazione che genera i segnali muscolari ritmici che controllano la camminata.
In pratica, gli scienziati sono stati in grado di replicare il modello di generatore centrale (Cpg), una rete neuronale nella regione lombare del midollo spinale che genera i segnali muscolari ritmici cruciali per camminare. Questo network produce e controlla i segnali essenziali, raccogliendo e veicolando informazioni dalle parti del corpo coinvolte nella camminata, in risposta all'ambiente. Un meccanismo fondamentale, che permette alle persone di fare un passo dopo l'altro senza doverci stare a pensare, insomma di muoversi con naturalezza e in modo automatico. La forma più semplice di Cpg consiste in due neuroni che inviano segnali in modo alternato, producendo un ritmo in risposta ai sensori che inviano informazioni sullo spazio circostante, come ad esempio la presenza di una superficie d'appoggio.
Secondo il team dell'Università dell'Arizona, i bambini imparano a camminare proprio usando il network più semplice, e solo nel tempo acquisiscono modalità di camminata più complesse. "Questi robot - scrivono i ricercatori - rappresentano un modello fisico completo del sistema" della camminata, "dimostrando l'utilità di questo tipo di ricerca per investigare i processi neuropsicologici che sono alla base della camminata". Secondo Theresa Klein, che ha lavorato alla ricerca, "siamo riusciti a produrre un'andatura che mima quella umana usando solo un semplice centro di controllo". Quanto ottenuto può "spiegare - conclude la studiosa parlando alla Bbc online - perché le persone con lesioni del midollo spinale possono ricominciare a camminare, se stimolate ad hoc nei mesi successivi al trauma".

lunedì 11 luglio 2011

Primo trapianto al mondo di trachea artificiale, Il Chirurgo e' italiano

Altro esempio di come la Cultura dei Trapianti da cadavere o da vivente, omologo o eterologo, non abbia ragione di essere.

Roma, 8 lug. (Adnkronos Salute) - Primo trapianto al mondo di un organo interamente artificiale, la trachea. A eseguire il pionieristico intervento, al Karolinska University Hospital in Svezia, è stato un chirurgo italiano, Paolo Macchiarini. Il paziente, 36 anni, malato di tumore, sta bene a un mese dall'operazione, secondo quanto hanno annunciato dal Karolinska. Con un'innovativa tecnica è stata creata una trachea artificiale, poi rivestita con le staminali del destinatario. Non c'è bisogno così di un donatore e non si corre alcun rischio di rigetto. Macchiarini, cervello italiano 'emigrato' all'estero, spera adesso di utilizzare la tecnica per trattare un bimbo coreano di 9 mesi, nato con una malformazione, ha detto alla Bbc. Per ottenere la trachea artificiale il chirurgo ha chiesto la collaborazione a un team di ricercatori britannici, a cui ha consegnato le ecografie in 3D del 36enne africano, colpito da tumore, Andemariam Teklesenbet Beyene. Uno studente di geologia, che attualmente vive in Islanda dove studia per un dottorato. Usando le immagini, l'equipe dell'University College di Londra è riuscita a realizzare una copia perfetta della trachea del paziente, in tempi rapidi, e i due bronchi principali. L'organo è poi volato in Svezia, al Karolinska Hospital, dove è stato messo a bagno in una soluzione di cellule staminali prelevate dal midollo osseo di Beyene. Dopo due giorni, i milioni di buchini della trachea sono stati 'seminati' con il tessuto del paziente, che aveva praticamente perso la sua trachea, devastata dal tumore inoperabile, arrivato ormai alle dimensioni di una pallina da golf nonostante chemio e radioterapia aggressive. Senza un trapianto, l'uomo sarebbe morto. A un mese dall'intervento, invece, Beyene sta bene. Durante le 12 ore in sala operatoria Macchiarini ha rimosso il tumore e la trachea danneggiata, sostituendola con quella fatta su misura in laboratorio. Le staminali e le cellule di rivestimento osseo prelevate dal naso, anch'esse impiantate durante l'operazione, si sono differenziate e sono cresciute, trasformando l'inerte 'impalcatura' di trachea in un organo non distinguibile da uno sano e normale.

Macchiarini, prossima trachea artificiale su bimba di 9 mesi
Roma, 8 lug. (Adnkronos Salute) - Sarà la piccola Hannah Warren, "una bimba coreana di nove mesi, nata senza trachea" la prossima paziente a ricevere il trapianto dell'organo completamente artificiale. Lo spiega 'il mago della trachea', il celebre chirurgo italiano Paolo Macchiarini, autore del primo intervento al mondo di questo tipo, eseguito al Karolinska University Hospital in Svezia. "L'intervento sarà effettuato molto probabilmente negli Stati Uniti, dopo l'estate", dice Macchiarini, raggiunto telefonicamente dall'Adnkronos Salute."Hannah non puo' vivere senza macchinari, è attaccata a un respiratore. E i genitori, che vengono aiutati in questo da alcune associazioni, stanno raccogliendo il denaro necessario per l'intervento attraverso un sito Internet, realizzato da loro e bellissimo", dice l'esperto. Sul web i genitori della piccola raccontano la storia della sua tenacia (http://www.giveforward.com/helphannahbreathe). E spiegano che la trachea bioingegnerizzata sarà realizzata 'su misura' per la loro bimba all'University College di Londra, come già avvenuto per il trapianto effettuato in Svezia, mentre l'operazione sarà eseguita da Macchiarini al Peoria Children’s Hospital in Illinois.

lunedì 17 gennaio 2011

Torna a vedere grazie all'occhio bionico


Ora riesce a distinguere i contorni delle porte e del mobilio e a leggere brevi parole 
 A Peter Lane, cieco da quasi 30 anni, è stato impiantato uno speciale ricevitore nella retina

MILANO - Il cinquantunenne inglese Peter Lane, cieco da quando era poco più che ventenne, è entusiasta dei risultati finora raggiunti dopo l'intervento chirurgico al quale si è sottoposto. L'uomo, non vedente a causa di una malattia genetica degenerativa, ora riesce a distinguere i contorni delle porte e del mobilio e a leggere brevi parole grazie a una telecamera montata su un paio di occhiali che registra per lui tutto ciò che è davanti ai suoi occhi.
IL PERCORSO DELLE IMMAGINI - La videocamera cattura le immagini e le invia a un processore video che il signor Lane porta alla cintura. A sua volta, il processore converte le immagini in segnali elettronici che manda a un trasmettitore anch'esso posto sugli occhiali. Da qui parte un segnale wireless che raggiunge un ricevitore impiantato nella retina, il quale attraverso degli elettrodi stimola il nervo ottico e consente al cervello di ricevere le immagini.
UNO STUDIO MONDIALE - Peter Lane è soltanto una delle 32 persone che, in tutto il mondo, si sono prestate alla scienza per sperimentare questa tecnologia, volta soprattutto alla cura della retinite pigmentosa, malattia genetica che causa gravi danni alla retina e porta, progressivamente, alla cecità. Al Manchester Royal Eye Hospital Lane e altri due volontari sono stati sottoposti a un intervento chirurgico durato quattro ore, durante le quali è stato impiantato il ricevitore elettronico nella retina. Dopo due mesi di attesa, per dare all'occhio il tempo di guarire, è finalmente giunto il momento di valutare i risultati.
I RISULTATI - I medici, e con loro i pazienti, si dichiarano molto soddisfatti. Tutti e tre gli uomini hanno avuto reazioni positive; uno di loro il 5 novembre scorso è riuscito, dopo quaranta anni di buio, a rivedere dei fuochi d'artificio. Un altro, come Peter Lane, è in grado di leggere brevi parole. Secondo l’oftalmologo Paulo Stanga, coinvolto nella ricerca, i risultati sono persino migliori di quelli che si attendevano. L'ospedale inglese sta mettendo a punto un proiettore e uno schermo speciali da installare nelle case degli «impiantati», per consentire loro di sbrigare personalmente la propria corrispondenza, per la prima volta dopo tanti anni. Nonostante lo scenario, un po' alla Blade Runner, bisogna provare a immaginare che cosa possa significare tornare a vedere, anche se si tratta «solo» di brevi parole o di ombre sfuocate. In questo senso va interpretato l'entusiasmo di chi ha partecipato allo studio: un primo piccolo passo verso un grande ambizioso cammino.
Emanuela Di Pasqua

lunedì 20 dicembre 2010

Prima mano bionica mossa da nervi del paziente

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2009/12/01/visualizza_new.html_1623008194.html

 Funziona l'arto biomeccanico, tecnologia italiana

02 dicembre, 20:49

La mano bionica

ROMA - La prima mano artificiale controllata dal cervello umano ha aperto la porta del futuro. Saranno sufficienti due o tre anni per avere una mano molto più piccola e leggera di quella attuale e molto più versatile, e forse in un periodo altrettanto breve si uscirà dalla fase sperimentare per arrivare a cyberprotesi indossabili e permanenti. E' lo scenario presentato oggi a Roma da università Campus Biomedico e Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, responsabili della prima sperimentazione al mondo nella quale un paziente che aveva perso la mano sinistra in un incidente stradale ha controllato con il suo cervello il movimento di una mano in acciaio, alluminio e titanio pesante due chilogrammi. Il collegamento fra mano artificiale e sistema nervoso erano quattro elettrodi, ognuno molto più sottile di un capello, innestati in due nervi del suo braccio sinistro.
- SISTEMA EFFICIENTE: l'intervento è stato condotto nel novembre 2008, il mese successivo è stato dedicato ai test, dopodiché si è lavorato per 11 mesi all'analisi dei dati, ha detto il direttore scientifico del Centro ricerche del Campus Biomedico, Paolo Maria Rossini. "Adesso sappiamo di avere un sistema che sa classificare le caratteristiche di tre tipi di movimento con un'efficienza vicina al 100%".
- COME NELLA FORMULA UNO: "la ricerca è nata tanti anni fa, con i primi studi sull'interfaccia uomo-macchina condotti nel 1984. Da allora il progresso è stato continuo e, come nelle auto della Formula Uno, ogni settimana abbiamo aggiunto parti nuove", ha detto Paolo Dario, della Scuola Superiore Sant'Anna e padre del progetto insieme a Maria Chiara Carrozza.
- SMART HAND: la mano bionica appena sperimentata nell'ambito del progetto LifeHand ha già un successore, SmartHand, che pesa 600 grammi. L'ideale, ha osservato Dario, è arrivare ad una mano del perso di 400-500 grammi. "Non riusciamo a far correre la macchina in Formula Uno, ma ne prepariamo le potenzialità", ha detto Silvestro Micera, della Scuola Sant'Anna.
- UN PAZIENTE STRAORDINARIO: Pierpaolo Petruzziello, il paziente brasiliano di origine italiana che ha perso la mano sinistra in un incidente stradale, è stato selezionato fra 30 volontari. Adesso è ora di cercare nuovi candidati per i prossimi passi: si che la selezione sarà lunga e difficile.
- GLI ELETTRODI: sono stati disinseriti dai due nervi del paziente dopo un mese, per misura precauzionale. "Ad una prima analisi sembrano in ottime condizioni e ancora efficienti", ha osservato Klaus Peter Hoffmann, dell'azienda tedesca Ibmt che li ha messi a punto.
- IL FUTURO: "nuovi interventi ci saranno solo quando avremo una tecnologia che ci permetta di fare passi in avanti", ha detto Rossini. Bisognerà avere un'interfaccia potente, elettrodi permanenti, una miniaturizzazione che permetta di realizzare una mano 'portatile' e algoritmi racchiusi in un microchip impiantabile. Per Maria Chiara Carrozza "i risultati incoraggianti ci permettono di guardare allo sviluppo della ricerca sulle protesi di mano con la necessaria prudenza, ma con la giustificata fiducia suffragata da evidenze scientifiche". Quello annunciato oggi, ha aggiunto, è "un traguardo positivo" in generale "per la ricerca italiana, che ha dimostrato di saper fare squadra e di saper supportare prestigiosi partner internazionali".

lunedì 29 novembre 2010

Trapianti e Bionica: La Donna Bionica


In un mio precedente scritto esprimevo uno dei miei obiettivi in questi termini:
[…] Promuovere lo sviluppo della cibernetica applicata ai trapianti d’organo, con la creazione di organi artificiali, che eviterebbe le lunghe attese legate ad eventi puramente casuali di morti accidentali di probabili donatori, ed anche di forzare il reperimento degli organi (traffico clandestino) attingendo da fonti viventi non facilmente controllabili (Per esempio: bambini appartenenti a Paesi del Terzo Mondo, in cui l’anagrafe è approssimativa,  che scompaiono misteriosamente!).[…]

L'articolo che segue è un esempio di ciò che si può ottenere dalla scienza senza augurare la morte ad altri uomini!
Link di riferimento:
http://futuroprossimo.blogosfere.it/2006/09/il-rehabilitation-institute-of-chicago.html


Prima donna al mondo col braccio bionico.
La donna Bionica
Ms. Mitchell è la 1° donna al mondo con un
braccio bionico. Il suo lo aveva perso nel 2004.


Il Rehabilitation Institute of Chicago (RIC) ha dimostrato enormi progressi nel campo dell'ingegneria riabilitativa presentando ieri Claudia Mitchell, la prima donna ad essere fornita della tecnologia RIC. La prima donna con un BRACCIO BIONICO.
Il RIC è un braccio bionico a neuro-controllo, e permette al paziente di muovere il dispositivo come un braccio vero, semplicemente PENSANDO. Il braccio permette ai pazienti moviemnti più naturali, un ampio raggio di motilità e il recupero delle funzioni perse: utilizzando le conoscenze chiave ricavate dal primo impianto di un braccio bionico, eseguito nel Tennessee su Jesse Sullivan, il Dr. Kuiken e il suo team hanno compiuto significativi avanzamenti nell'area della risposta sensoriale, cosicchè il paziente può attualmente 'sentire' anche se sta toccando oggetti caldi o freddi.
“E' gratificante per un fisico e uno scienziato raggiungere un livello di ricerca tale da produrre un impatto positivo sulla vita degli amputati, inclusi soldati e soldatesse del nostro esercito", dice il Dr. Kuiken. “il mio team ed io consideriamo un grande onore servire il nostro paese e i cittadini disabili di tutto il mondo".
Per fornire il RIC del movimento neuro-controllato, i nervi nella spalla del braccio amputato vengono 'reindirizzati' e connessi con i muscoli sani del torace: questa operazione è chiamata "reinnervazione mirata del muscolo" e permette di dirigere i segnali nervosi direttamente al braccio bionico, come se si trattasse del braccio naturale.Le attuali braccia artificiali hanno solo 3 motori: Il Braccio bionico RIC include un sistema a 6 motori, sviluppato in collaborazione con i laboratori di ricerca di tutto il mondo: utilizza diverse parti della protesi simultaneamente, con l'obiettivo di ricreare i movimenti naturali del braccio.
Ms.Mitchell di Ellicott City è un ufficiale dell'esercito U.S. che ha perso il suo braccio sinistro durante un incidente in moto nel 2004. Dopo aver letto di Mr.Sullivan,il primo 'impiantato' su una rivista, Ms Mitchell si è messa in contatto con il Dr.Kuiken, che l'ha giudicata un valido candidato e poi messa in lista per l'operazione avvenuta nel 2005. 
Grazie al Braccio Bionico, Ms.Mitchell riesce ad avere una vita più completa: svolge attività di sostegno ad altri amputati dell'Esercito al National Naval Medical Center and Walter Reed Army Medical Center: attraverso i suoi sforzi come volontaria, condivide con gli altri il suo personale messaggio di gratitudine e speranza ai soldati che tornano dall'Iraq con ferite gravissime..
“Prima dell'intervento dubitavo di poter riavere indietro la mia vita", dice Ms.Mitchell. "Questo braccio bionico e il Rehabilitation Institute of Chicago mi hanno restituito un'esistenza più gratificante di quanto avessi mai immaginato. Sono felice, fiduciosa e indipendente: come veterano militare, spero che la tecnologia Bionica fornisca benefici a tutti i reduci di guerra con amputazioni."

Risorse utili

Anagrafe e Malattia

Anagrafe e Malattia Anagrafe. [dal gr. ἀναγραϕή «registro»]. – Registro della popolazione destinato, in ogni comune, a documentare lo...

Lavori in corso ....../Working progress.....

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Lavori completati e pubblicati

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Doni dell'Energia Reiki

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Informazioni personali

La mia foto
Nato a Castellana Grotte (BA) nel 1951 Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1979 presso l’Università degli Studi di Parma Dal 1984 esercita la Professione di Medico di Medicina Generale in Casamassima (BA). Nel 1985 si iscrive al Corso Biennale di Omeopatia indetto nella Città di Bari dalle Scuole di Medicina Omeopatica “Mattioli-Palmieri” di Firenze, conseguendone l’Attestato nel 1987. Dal 1997 è attivo nell’informazione sulla integrazione alimentare da fonti naturali (e non da preparazioni chimico-farmaceutiche), quale supporto indispensabile al miglioramento e mantenimento dello stato di salute psico-fisico dell’individuo. Nel 2001 si avvicina allo studio e alla pratica delle tecniche di guarigione naturali del Reiki, percorrendone l’intero iter formativo fino alla qualifica di Usui Reiki Master, di Karuna Reiki® Master, e completando la formazione nelle tecniche giapponesi originali dell’Usui Ryoho Gakkai presso la Scuola Free Reiki® di Padova. Il lavoro di ricerca continua acquisendo la conoscenza di nuove tecniche fra cui EFT, Coaching, ed altre in via di sviluppo, sempre con l'obiettivo di ripristinare lo stato di benessere nelle persone che lo richiedono.

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